Rifare il sito web o sistemarlo: come si decide
Cinque segnali per capire se il tuo sito va rifatto, i casi in cui basta rimetterlo in ordine e cosa salvare quando si riparte da zero.

La risposta breve
Rifare il sito web conviene quando riconosci tre dei cinque segnali: si usa male dal telefono, nessuno in azienda può modificare un testo, le pagine sono lente, l'immagine non ti somiglia più, il sito non fa compiere nessuna azione. Se ne riconosci uno solo, conviene sistemare: testi, velocità e pagine dei servizi danno risultati con molto meno lavoro.
Rifare tutto è la risposta più facile, non sempre la più giusta. In parecchi casi il sito che hai può restare: quello che manca è ordine nei contenuti, velocità e una struttura pensata per chi cerca il tuo servizio. In altri casi rifarlo è l'unica scelta sensata, perché ogni modifica costa più di quanto rende. In questo articolo trovi i cinque segnali, il confronto tra le due strade, cosa va salvato in ogni caso e come si evita di perdere le posizioni su Google.
I cinque segnali che dicono «va rifatto»
I segnali sono cinque: uso difficile da telefono, impossibilità di modificare i contenuti dall'interno, pagine lente, immagine coordinata vecchia, nessuna azione richiesta a chi arriva. Tre su cinque valgono un sito nuovo; uno solo si risolve con un intervento mirato.
Il primo segnale è anche il più misurabile: la maggior parte delle visite arriva da telefono, e un sito che lì funziona male perde richieste ogni giorno. Velocità e stabilità della pagina si misurano con parametri pubblici, i Core Web Vitals, quindi non è una questione di gusto.
- Sul telefono si usa male: pulsanti piccoli, immagini che escono dai bordi.
- Nessuno in azienda sa cambiare una riga di testo.
- Le pagine si aprono lente e chi arriva se ne va.
- L'immagine non ti somiglia più: logo, colori e fotografie sono di un'altra epoca.
- Il sito non fa fare niente: non porta richieste, prenotazioni o ordini.

Quando conviene sistemare invece di rifare
Conviene sistemare quando la struttura tiene, i contenuti sono modificabili e il sito è già veloce: in quel caso si lavora su testi, pagine dei servizi e velocità. È un intervento più corto e i risultati su Google arrivano comunque.
Lo diciamo anche quando il progetto grande sarebbe più comodo per noi: se il problema sono i contenuti, un sito nuovo li rimette in ordine solo per il tempo del lancio.
Il lavoro tipico in questi casi è poco spettacolare e molto efficace: una pagina per ogni servizio, titoli che dicono cosa offri, fotografie vere al posto di quelle generiche, un pulsante chiaro in fondo a ogni pagina.
Rifare o sistemare: cosa cambia in pratica
Sistemare costa meno tempo e non tocca l'impianto: si intervengono contenuti, velocità e struttura delle pagine. Rifare rimette in gioco tutto, compresi immagine coordinata e funzioni, e richiede attenzione a non perdere le posizioni già guadagnate.
La scelta si fa su tre domande: quante modifiche vuoi poter fare da solo, quante funzioni nuove servono, quanto è distante l'immagine attuale da quella che vuoi dare.
| Sistemare | Rifare | |
|---|---|---|
| Quando ha senso | Struttura solida, contenuti modificabili | Tre segnali su cinque, funzioni nuove da aggiungere |
| Su cosa si lavora | Testi, pagine dei servizi, velocità, misurazione | Impianto, immagine, funzioni, contenuti |
| Rischio principale | Restare con i limiti dell'impianto attuale | Perdere posizioni se i vecchi indirizzi non vengono reindirizzati |

Cosa salvare quando si rifà il sito
Quando si rifà un sito vanno salvate tre cose: gli indirizzi delle pagine che portano visite, i contenuti che funzionano già e i dati storici. Ogni vecchio indirizzo che cambia va reindirizzato al nuovo, altrimenti si perdono posizioni guadagnate in anni.
Il modo per sapere quali pagine portano visite è guardarle prima di toccare qualcosa, in Google Search Console. È mezz'ora di lavoro che evita mesi di recupero.
Va salvato anche l'accesso: dominio e hosting intestati a te, credenziali in mano tua. Per i domini svizzeri l'intestazione si controlla sul registro dei domini .ch.
Diciamo anche cosa non serve: non serve cambiare nome di dominio se quello attuale funziona, non serve una grafica completamente nuova se il problema sono i testi, e non serve rifare tutto in una volta quando si può pubblicare per sezioni.
La domanda giusta da farsi
Non «è bello?», ma «cosa deve far fare alle persone che arrivano?». Da quella risposta si capisce da sé se serve una cosa nuova o una manutenzione seria, e quali pagine vanno costruite per prime.
Se la risposta è «chiedere un preventivo», il sito ha bisogno di pagine dei servizi e di un modulo che funzioni. Se è «prenotare», serve un calendario con le tue regole, e quello è software. Sono due progetti diversi che partono dalla stessa domanda.
Quando arrivi a chiedere le offerte, torna utile lo schema che abbiamo scritto sul preventivo per un sito web: dice cosa deve contenere un documento per essere confrontabile.
Da ricordare
Prima si decide cosa deve fare il sito, poi se rifarlo. Nell'ordine inverso si spende senza motivo.
Ti serve una mano su questo?
Sito vecchio, logo fatto in fretta, foto di dieci anni fa. Si rifà tutto insieme.
Domande frequenti
Quando conviene rifare un sito web?
Quando riconosci almeno tre segnali su cinque: si usa male da telefono, nessuno in azienda può modificare i contenuti, le pagine sono lente, l'immagine coordinata è vecchia, il sito non porta nessuna azione. Con un solo segnale conviene un intervento mirato.
Rifare il sito fa perdere le posizioni su Google?
Solo se non si reindirizzano i vecchi indirizzi verso i nuovi e se si perdono i contenuti che portavano visite. Fatti quei due passaggi, un sito nuovo più veloce e meglio strutturato di solito migliora i risultati.
Ogni quanti anni va rifatto un sito?
Non c'è una scadenza. Ci sono siti di sei anni che funzionano ancora e siti di due che vanno rifatti perché nessuno può aggiornarli. Il criterio è l'uso, non l'età.
Posso rifare il sito a pezzi?
Sì, ed è spesso la scelta migliore: prima le pagine che portano richieste, poi le sezioni secondarie. Si va online più in fretta e si vedono i primi risultati mentre il resto avanza.
Devo cambiare anche dominio e hosting?
Il dominio no, se funziona: cambiarlo azzera parte della storia costruita. L'hosting sì, se il sito è lento e le pagine ci mettono secondi ad aprirsi: è una delle voci che pesa più sull'esperienza di chi arriva.

Gilles Wasser
Team necy
Scritto da
Segue in prima persona la prima chiamata e l'analisi di ogni progetto: siti, e-commerce, gestionali su misura e AI applicata al lavoro di ogni giorno, per attività in Svizzera e in Italia. Scrive di quello che vede nei progetti, compresi i casi in cui conviene non fare niente.

